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Fabrizio Ioppolo Gloster R.N.A. 648M
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a tutti,
Mi chiamo Fabrizio
Ioppolo, sono nato a Modena nel 1961 e vivo a San Benedetto Po, un rigoglioso
paese situato sulla sponda destra del fiume Po, immerso bella quiete e nella
tranquillità della campagna mantovana. I primi Gloster validi li acquistai nel 1985 dopo la mia prima esperienza espositiva. Mi recai da un allevatore di Nonantola, Nello Lazzari vincitore del titolo italiano a Firenze qualche anno prima, e lì acquistai due trio, coi quali posi le basi del mio allevamento. Su quel ceppo di canarini impiantai successivamente alcuni glosters di provenienza inglese e da ultimo nel 1994 un maschio consort variegato scambiato con Guido Poli. Gli ultimi innesti sono frutto di un viaggio in Inghilterra nel dicembre del 1999, e dei contatti che ne seguirono. Quel viaggio mi permise di visitare alcuni dei migliori allevamenti inglesi, e di acquisire nuove conoscenze, oltre che migliorare i piumaggi ed il colore di fondo dei miei glosters. Il mio metodo di accoppiamento si basa prevalentemente sulla consanguineità e sul principio della compensazione, cercando quanto più possibile di bilanciare tipo e piumaggio. Generalmente utilizzo delle coppie fisse principalmente per problemi legati al mio tempo disponibile che mi impedisce adeguate rotazioni dei maschi migliori, anche se ritengo forse più ottimale utilizzare pochi maschi veramente buoni con diverse femmine consanguinee per meglio fissare i caratteri e produrre soggetti sempre più omogenei. So che molti allevatori temono gli aspetti negativi di questo tipo di selezione, ma vorrei tranquillizzarli dicendo che, sulla base della mia esperienza, la consanguineità di per sé non porta alcun carattere negativo, ma evidenzia in modo esponenziale il patrimonio genetico dei soggetti accoppiati, mettendo in risalto tutti i caratteri presenti, sia quelli positivi sia quelli negativi. Diventa importantissima quindi una accurata selezione da parte dell’allevatore, tendente all’accantonamento di tutti quei soggetti che manifestano caratteristiche indesiderate o tare ereditarie, per concentrarsi unicamente sui soggetti con le caratteristiche migliori e quindi più vicini allo standard. La grossa difficoltà, che sarà ampiamente ripagata dai risultati negli anni, consiste nella formazione dello stock iniziale e nella oculatezza nella selezione da parte dell’allevatore, ma il metodo in sé è sicuramente lo strumento migliore per arrivare ad una sempre maggiore uniformità dei soggetti allevati ed alla omozigosi del patrimonio genetico del proprio allevamento. Vi auguro una buona navigazione, e vi ringrazio per avere visitato il mio sito Fabrizio Ioppolo
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